Zebre, unicorni e (fottuti) arcobaleni

Zebre, unicorni e (fottuti) arcobaleni Riflessioni collettive sullo stato e le prospettive del movimento LGBTQI

14 maggio
14:00
C.A.M. Ponte delle Gabelle Via San Marco, 45 Milano

Questo incontro si propone di creare uno spazio di confronto e di dibattito intorno all'attuale significato, alla trasformazione e all'evoluzione di quei simboli che un tempo erano considerati  punti saldi del movimento LGBT. Il Pride, nato come momento di ribellione, di appropriazione dello spazio pubblico e di affermazione di quelle identità messe al bando dal sistema eteropatriarcale, è diventato uno strumento di affermazione di integrazione e di 'normalità'.

Ma cosa significa integrarsi in una società sessista e neoliberista? Vogliamo veramente far parte della 'normalità'? Ma soprattutto, cosa è questa normalità e chi ne fa parte? In Italia il modello di normalità, ovvero il soggetto che forma la norma è ancora maschio, eterosessuale e soprattutto bianco. Ogni briciola di integrazione si conquista accreditandosi come innocua variazione a questa norma.

Le riflessioni su omonazionalismo e pinkwashing hanno ben mostrato come l'integrazione dei soggetti non eterosessuali si sia costruita molto spesso non solo sull'interiorizzazione della norma, ma anche sull'esclusione di altre alterità, sui corpi migranti, o non abbastanza bianchi, e come le politiche securitarie e integrazioniste abbiano avuto conseguenze sull'accettazione di un razzismo latente e interiorizzato che è ancora difficile da riconoscere.

Ma allora, sfilare oggi al Pride può solo significare avvallare il potere e dare appoggio alle politiche di pinkwashing? Di fronte all'integrazione delle identità LGBT nel discorso di affermazione dell'identità nazionale come possiamo muoverci? Cosa significa oggi sfilare sotto lo striscione rainbow? L'arcobaleno ci ha fregate? E se è così, che cosa ne facciamo? Si possono recuperare i simboli e i discorsi che hanno accompagnato e formato il percorso di tante persone LGBT e rielaborarli sottraendoli a discorsi del nuovo sessismo e razzismo neoliberale?

Non possiamo più brandire lo striscione arcobaleno senza renderci conto che è diventato una bandiera, un simbolo nazionalista. E allora, lo gettiamo o lo teniamo? Cosa possiamo fare perché l'arcobaleno che ci ha sorriso non diventi definitivamente un “fottuto arcobaleno”?

Quel che è certo è che non possiamo sottrarci da queste riflessioni che ci interrogano e che allo stesso tempo ci disorientano perché fanno vacillare i punti fermi su cui le nostre identità si sono costruite. Abbiamo cominciato questo percorso con NOExpo e portato avanti con la scorsa edizione del Fuorisalone, quando abbiamo parlato di omonazionalismo e pinkwashing insieme a Elena Biagini, Graziella Bertozzo, Liana Borghi e Amélie Le Renard e vogliamo continuare a riflettere oggi. Perché crediamo che se questo passo è duro da fare è comunque una tappa obbligata, e allora è necessario farlo insieme creando momenti di confronto e di dibattito in cui tutte le persone presenti possano esprimersi e dare il proprio contributo allo sviluppo della riflessione collettiva.

Ne parleremo domenica 14 maggio, dalle ore 14h alle ore 16h30 al CAM delle Gabelle. Vorremmo creare uno spazio di confronto aperto, accessibile, accogliente e orizzontale. Tutte le persone presenti potranno prendere la parola rispettando tempi e turni.

Per questa ragione, vi invitiamo a manifestare il vostro interesse per fare un intervento mandandoci una mail all'indirizzo lesbiche.fuorisalone@gmail.com e di specificare se volete o no che il vostro nome compaia nella lista delle persone che interverranno nella pagina dell'evento su FB.

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